statuto

statuto dell’associazione

TITOLO I  – DENOMINAZIONE – SEDE – SCOPI – ATTIVITA’ – PRINCIPI   FONDAMENTALI

Art.  1°) -    Costituzione e denominazione.
E’ costituita una Associazione di volontariato denominata “FAND ASSOCIAZIONE ITALIANA DIABETICI – membro dell’I.D.F., INTERNATIONAL DIABETES FEDERATION”, di Scandiano e Provincia di Reggio Emilia. Essa adotta il logo “FAND”.
Art.  2°) -    Sede.
L’Associazione ha sede presso il Servizio di Diabetologia dell’Ospedale “C.Magati” di Scandiano Reggio Emilia.
Art.  3°) -    Autonomia dell’Associazione.
L’Associazione è un’articolazione territoriale della Associazione Diabetici “FAND”, ai cui scopi istituzionali ispirare la propria azione.
L’Associazione ha propria autonomia gestionale, patrimoniale e operativa.
Art.  4°) -    Scopo
Scopo dell’Associazione è la promozione di iniziative a favore dei diabetici sotto il profilo della prevenzione, diagnosi, precoce, trattamento e riabilitazione, attraverso la tutela e la difesa degli interessi morali, sanitari e sociali delle persone affette da diabete mellito.
Art.  5°) -    Principio Fondamentale.
L’Associazione si ispira al principio di solidarietà, definito come
inderogabile dalla Carta Costituzionale (Art.2 Cost.)
Art.  6°) -    L’Associazione, che si basa sul principio del volontariato come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo, è ispirata alla piena osservanza del metodo democratico.
Art.  7°) -    L’Associazione è indipendente da qualsiasi partito politico o azione di parte politica ed è aperta a chi ha i requisiti per aderirvi, senza distinzione alcuna di nazionalità, sesso, razza o confessione.
L’Associazione eroga attività e servizi gratuiti senza fini di lucro aperti verso terzi e non soltanto per i propri soci o iscritti.
Art.  8°) -    Attività.
L’Associazione, attraverso la sua organizzazione e la diffusione delle adesioni alle sue politiche, persegue il suo scopo nei seguenti modi:
a) – aprendosi a tutto il mondo del volontariato;
b) – promuovendo lo scambio di esperienze ed aiuto reciproco fra le associazioni che si
occupano, anche a livello regionale, di identiche o analoghe problematiche;
c) – stimolando l’applicazione delle leggi vigenti per il razionale e corretto trattamento sanitario ed assistenziale dei soggetti diabetici e per la diffusione dei Servizi di Diabetologia;
d) – Sollecitando le forze politiche per l’adozione di provvedimenti a carattere sociale per l’emanazione di norme legislative e di provvedimenti amministrativi in tema di prevenzione e cura del diabete e per favorire l’inserimento dei diabetici nel normale contesto operativo della vita socio-economica del Paese,
e) – rappresentando l’interesse generale della pluralità dei cittadini diabetici presso le Autorità Sanitarie Locali;
f) – prospettando alle Autorità Sanitarie Locali e Provinciali i problemi relativi alle modalità per le diffusione informativa e l’educazione sanitaria per la prevenzione e la diagnosi precoce atta ad arginare il progressivo incremento della malattia e ad agevolare il miglioramento delle strutture nell’ambito della riforma sanitaria;
g) – stimolando e sensibilizzando l’opinione pubblica attraverso tutti i mezzi di comunicazione di massa, con divulgazione di informazioni sanitarie e sociali, atte a determinare il miglioramento degli interventi a favore del cittadino diabetico,
h) – collaborando con i Servizi di Diabetologia, le Università, i Centri di Ricerca, le Istituzioni Scientifiche, stimolandoli a portare un contributo alla prevenzione, alla diagnosi, alla cura ed, in generale, ad un avanzamento degli studi sul diabete;
i) – promuovendo attività di educazione sanitaria e collaborando con le Autorità Sanitarie e Scolastiche alla loro realizzazione;
l) – promuovendo e collaborando alla organizzazione di corsi di aggiornamento del personale medico e paramedico;
m) – assumendo qualsiasi altra iniziativa che verrà ritenuta idonea per il perseguimento degli scopi statuari,
Art.  9°) -    Trattato
Per il perseguimento del proprio scopo, l’Associazione può  intraprendere attività produttive e commerciali marginali ai sensi dell’Art. 5, comma 1° lettera g Legge 11.08.1991 n. 266;
Art. 10°) – L’Associazione è costituita a tempo indeterminato.

TITOLO II  – PATRIMONIO – RISORSE – OBBLICO DI FORMAZIONE DEL BILANCIO

Art. 11°) – Il patrimonio dell’Associazione è costituito:
a) – dalla quota annuale versata dai soci, di un valore non inferiore alle Lit. 1.000* lire mille* da stabilirsi a cura dell’assemblea;
b) – contributi e provvidenza disposti dallo Stato, alle regioni, o da altri Enti Pubblici o Privati;
c) – da rimborsi derivanti da convenzioni;
d) – da contributi degli associati, contributi da terzi privati;
e) – da beni mobili ed immobili eventualmente acquisiti;
f) – da sottoscrizioni, sovvenzioni od atti di liberalità;
g) – da rendite di qualsiasi altra natura;
il patrimonio sarà destinato esclusivamente al conseguimento degli scopi istituzionali ed alle spesa di funzionamento dell’Associazione.
Art. 12°) – L’esercizio sociale chiude al 31 (trentuno) Dicembre di ogni anno.
Il Bilancio consuntivo, predisposto a cura del Consiglio, deve essere approvato dall’Assemblea entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio; per particolari ragioni entro sei mesi.

TITOLO III  – SOCI – DISTINZIONI – PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA – DIRITTI ED OBBLIGHI  AMMISSIONE ED ESCLUSIONE

Art. 13°) – I soci dell’Associazione si distinguono in:
a) – soci fondatori;
b) – soci ordinari;
c) – soci onorari
Sono soci fondatori coloro che hanno partecipato all’Atto Costitutivo dell’Associazione;
Sono soci ordinari i diabetici, i loro familiari e tutti i cittadini che dimostrino interesse e sensibilità per una migliore assistenza a chi soffre di questa malattia, i quali condividendo le finalità dell’Associazione, sono successivamente ammessi.
Sono soci onorari i soci che abbiano acquisito particolari benemerenze nei riguardi dell’Associazione.
L’ordinamento dell’Associazione è ispirato al principio di uguaglianza: tutti i soci in quanto tali hanno pari diritti e pari doveri.
La qualifica di fondatore o di onorario ha valenza meramente etica.
Tutti gli associati hanno diritto di partecipare in modo effettivo alla vita e alle iniziative dell’Associazione.
Tutti hanno diritto di intervento e di voto nell’assemblea e sono parimenti leggibili alle cariche sociali.
E’ dato il libero recesso dell’associato dal rapporto associativo.
L’associato ha il dovere di osservare le norme statutarie e i deliberati presi dagli organi sociali.
L’associato è tenuto al pagamento della quota annuale stabilita dall’assemblea.
I rapporti tra gli associati e le relazioni esterne con i terzi sono retti dal principio di correttezza e buona fede.
L’associato che tenga un comportamento lesivo degli interessi e delle motivazioni ideali dell’Associazione può essere escluso. Rilevano le gravi inadempienze. La relativa decisione può essere presa soltanto previa contestazione all’interessato degli addebiti che gli si muovono e deve essere debitamente motivata.
Alla morosità protratta per due annualità consecutive nel pagamento della quota consegue la decadenza dell’associato.
Chi recede viene escluso o comunque cessa l’appartenenza all’Associazione non può ripetere i contributi a qualsiasi titolo versati, né pretendere la quota del fondo comune.
Art. 14°) – Libertà e gratuità delle prestazioni degli associati.
Le prestazioni degli associati sono personali, libere, spontanee e del tutto disinteressate.
L’associato non può in nessun modo essere retribuito nemmeno dai beneficiai del suo servizio. Gli può essere riconosciuto soltanto il rimborso delle spese effettivamente sostenute nello svolgimento dell’attività volontaria.

TITOLO IV  – GLI ORGANI SOCIALI

Art. 15°) – Libertà elettività e gratuità delle cariche associate – Democraticità della struttura.
Sono organi dell’associazione l’Assemblea degli associati ed il Consiglio Direttivo.
Le cariche associative sono liberamente elettive e gratuite.
La struttura dell’Associazione è democratica.
Art. 16°) – L’assemblea – Principio di sovranità – principio del voto singolo.
L’assemblea generale è l’organo sovrano dell’Associazione.
L’assemblea è formata dai soci che come tali risultino iscritti al tempo della convocazione.
E’ convocata dal consiglio direttivo almeno una volta all’anno per approvare il Bilancio, ogni volta che se ne ravvisi la necessità o l’opportunità, quando lo richieda almeno un decimo degli associati.
La convocazione avviene mediante avviso personale da inoltrare al domicilio di ciascun associato almeno 15 (quindici) giorni prima della data fissata per la seduta.
L’avviso deve contenere l’elenco analitico degli argomenti da trattare.
Le deliberazioni dell’assemblea sono prese a maggioranza di voti e con la presenza di almeno la metà degli iscritti; in seconda convocazione la deliberazione è valida qualsiasi sia il numero degli intervenuti:
Ciascun associato ha diritto soltanto a un voto.
Non è dato il voto per rappresentanza.
I voti sono palesi, escluso in caso di elezioni, salva decisione contraria dell’assemblea.
Per l’elezione delle cariche sociali risultano eletti gli aventi diritto che abbiano ottenuto il maggior numero di voti.
A parità di voti, risulta eletto il candidato più anziano per iscrizione.
Per modificare lo statuto, occorrono la presenza di almeno n terzo degli aventi diritto e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
Per deliberare lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio, è necessario il voto favorevole di almeno i tre quarti degli associati.
L’assemblea h, tra l’altro, questi compiti:
- elegge i membri del consiglio direttivo;
- valuta e delibera la programmazione annuale dell’Associazione, ivi compresa la definizione delle linee prioritarie d’intervento e degli indirizzi generali;
- approva il Bilancio consuntivo;
- stabilisce l’ammontare dell’annuale quota associativa;
- approva modifiche allo statuto su proposta del consiglio.
L’assemblea conosce altresì di ogni questione sottoposta alla sua approvazione del consiglio.
Dalle sedute assembleari viene redatto verbale dal segretario sotto la direzione del presente, verbale da conservarsi agli atti dell’Associazione.
Art. 17°) – Il Consiglio direttivo.
L’Associazione è amministrata dal consiglio direttivo composto da un numero dispari e variabile da un minimo di tre a un massimo di sette di membri eletti dall’Assemblea.
Gli amministratori durano in carica tre anni e possono essere rieletti.
Al Consiglio sono conferiti i più ampi poteri di amministrazione ?????????
Il consiglio elegge, tra i suoi membri, il Presidente, il Vicepresidente, il Segretario e il Tesoriere.
Il consiglio cura il funzionamento e l’organizzazione dell’attività dell’Associazione.
Le deliberazioni consiliari sono prese col voto favorevole della maggioranza dei componenti il consiglio.
Il voto è palese. Non è dato il voto per rappresentanza.
In caso di vacanza della carica il consigliere, a chi viene a mancare subentra il primo dei non eletti all’esito dell’ultimo scrutinio elettorale. Il sostituto dura in carica fino alla scadenza maturale dell’organo.
Art. 18°) – Il potere di rappresentanza. Il Presidente, il Vicepresidente
Il Presidente del Consiglio è più ????
Al Presidente spetta il potere di rappresentanza della associazione, di fronte ai terzi e in giudizio.
In caso di assenza o impedimento del Presidente, ne fa le veci il vicepresidente.
Art. 19°) – Il Collegio dei revisori dei conti.
Il collegio dei revisori è l’organo di controllo e di vigilanza dell’amministrazione.
Il collegio deve controllare l’amministrazione dell’associazione, vigilare sull’osservanza della legge, accertare la regolare tenuta della contabilità.
Il collegio si compone di tre membri scelti anche tra non associati. I membri del collegio sono nominati dall’assemblea.
L’ufficio è gratuito ed è incompatibile con il mandato di amministratore

TITOLO V  – DISPOSIZIONI FINALI

Art. 20°) – Scioglimento – devoluzione dei beni.
In caso di scioglimento dell’associazione, l’assemblea delibera sulla devoluzione dei beni che residuano dopo l’esaurimento della liquidazione a fini solidaristici ai sensi dell’art. 5 punto 4 – legge 11 Agosto 1991 n. 266
Art. 21°) – Il presente statuto vincola alla sua osservanza tutti gli aderenti.
Art. 22°) – Norma di rinvio
Per quanto non espressamente previsto nel presente statuto, si richiama la disciplina speciale e, in difetto, le disposizioni del codice civile