Il diabete

DIABETE MELLITO
È una malattia caratterizzata dall’aumento del glucosio nel sangue. Si riconoscono due tipi principali di diabete, distinguibili per la causa che procura l’aumento della glicemia nel sangue: il diabete di Tipo 1 (da danno autoimmune) e il diabete di Tipo 2 (da insulino-resistenza/difetto di secrezione insulinica). Il termine “mellito” significa “simile al miele” ed è riferito al sapore dolce delle urine dovuto alla glicosuria. Il diabete è una condizione cronica, ossia non “guarisce” spontaneamente.

DIABETE DI TIPO 1 (o DM1)
È la forma di diabete dovuta al danno autoimmune delle beta cellule in cui la produzione di insulina normalmente diminuisce in modo progressivo sino ad azzerarsi. La vita del paziente dipende, quindi, dalla somministrazione di insulina.
Il paziente dipende quindi dalle iniezioni di insulina, per questo si parla anche di diabete insulino-dipendente mentre è ormai abbandonata la vecchia definizione di diabete giovanile (anche se in effetti nella gran parte dei casi la malattia appare fra i primi mesi di vita e i 17-18 anni) così come quella di IDDM.

DIABETE DI TIPO 2 (o DM2)
È di gran lunga la forma più frequente di diabete.
La produzione di insulina è inizialmente normale o superiore al normale, ma ottiene sempre minore effetto (la cosiddetta insulino-resistenza). Lo sforzo di produrre quantità sempre maggiori di insulina finisce per esaurire le cellule Beta. Alla insulino-resistenza fa quindi seguito una progressiva riduzione dell’insulina prodotta. Le persone affette da diabete di tipo 2 devono tenere sotto controllo il peso corporeo e svolgere attività motoria, ed eventualmente assumere farmaci ipoglicemizzanti orali. L’assunzione di insulina si rende invece necessaria soltanto in alcuni casi gravi. Questa patologia, detta un tempo “diabete dell’adulto” o “diabete grasso”, colpisce individui sovrappeso di età adulta e la sua frequenza aumenta con l’età. In inglese è citato anche con la sigla NIDDM (Non Insulin-Dependent Diabetes Mellitus) o DM2.